Storia dell'Anpas

Negli ultimi anni in Italia il volontariato è cresciuto in maniera esponenziale e in tempi difficili come questo un dato del genere deve indurre all’ottimismo; citando il caso dei numerosi aiuti accorsi dopo il terribile terremoto avvenuto all’Aquila , in un’epoca in cui critica duramente la perdita dei valori della nostra società, vi è da parte di molti giovani soprattutto una voglia di far del bene al prossimo e di ritrovare quegli ideali di umiltà nel servizio verso gli altri. Gli ultimi anni, così importanti nello sviluppo del volontariato, hanno permesso di riconoscere una legge, che ha riconosciuto il valore del volontariato, incoraggiandone sia la cultura che lo sviluppo organizzativo. Si può sostenere con certezza che, nelle grandi catastrofi e nella quotidianità, l’assiduo operato dei volontari rappresenta uno dei pochi pilastri su cui ancora si regge la nostra società, ormai sempre più fragile e vacillante. Tra le tante associazioni di volontariato si può ricordare l'ANPAS ( Associazione Nazionale Pubbliche ASsistenze) che è un'organizzazione senza fini di lucro diffusa su tutto il territorio italiano, alla quale aderiscono 867 associazioni. A luglio 2010, l'associazione poteva contare su 86.630 volontari, 2.940 ambulanze e un fatturato di circa 3milioni di euro.

L'origine delle Pubbliche Assistenze si colloca negli anni immediatamente successivi all'unità d'Italia. Dapprima il fenomeno sorse spontaneamente, con iniziative non collegate tra loro in diversi centri della penisola. In questi anni si sviluppa una serie di iniziative nel campo sociale, come ad esempio le cooperative, la società di mutuo soccorso, le casse rurali ed artigiane.

Le Pubbliche Assistenze rappresentano la forma associativa che si fa carico dei bisogni in campo socio-assistenziale. Nell’Italia centrale i cattolici si riconoscono nelle Misericordie, confraternite laicali di origine medioevale, accanto a queste, spesso in concorrenza con loro, nascono gruppi di matrice culturale diversa: mazziniana, socialista, ecc. Sarà proprio la necessità di coordinare tra di loro questi gruppi di volontariato che conduce ad un primo Congresso che si tiene a La Spezia nel 1892 con la presenza di 29 associazioni, per lo più toscane e liguri.

È proprio la Toscana la regione che vede il maggiore sviluppo di questo tipo di associazioni. Il loro campo di attività è non solo il trasporto di malati e feriti, ma forniscono anche servizi ambulatoriali, provvedono al trasporto dei defunti e organizzano gruppi di pompieri volontari. Con il nuovo secolo nasce la necessità di darsi una struttura organizzativa più stabile. Ecco allora che nel 1903 nasce l'Unione Regionale Toscana e nell'anno successivo a Spoleto la Federazione Nazionale delle Pubbliche Assistenze, che verrà riconosciuta dallo stato come Ente Morale nel 1911.

Allo scoppio della I Guerra Mondiale le associazioni aderenti sono circa 150, le vicende belliche segnano però una momentanea battuta d'arresto. Con la pace riprende la crescita del movimento che al Congresso di Fiume del 1924 vedrà rappresentate ben 218 associazioni. Il Fascismo invece perseguì una politica tesa a ricondurre sotto il controllo diretto dello stato tutte le attività, comprese quelle di volontariato. Per questo motivo le pubbliche assistenze, come tante altre libere associazioni, cessarono di esistere. Un Regio Decreto del 1930 trasferisce tutte le competenze connesse con il primo soccorso alla Croce Rossa sciogliendo le associazioni: si salvarono solo quelle poche che in precedenza erano riuscite ad ottenere la personalità giuridica.

Al crollo del regime, le pubbliche assistenze riprendono un po‘ dappertutto la loro attività secondo gli schemi originari. Già nel 1946 al Congresso di Milano il movimento, che si ricostituisce può contare sulla presenza di 64 associazioni. Il grosso slancio alla crescita avviene però a partire dalla fine degli anni '70 e dura fino ad oggi. Vengono superati anche i confini tradizionali che vedevano concentrate le pubbliche assistenze in poche regioni: Toscana, Emilia, Liguria e qualcosa in Piemonte e a Milano.

Oggi le associazioni aderenti sono oltre ottocento diffuse soprattutto in Italia centro-settentrionale, ma con promettenti nuclei di sviluppo anche nel Sud e nelle Isole.

Nel frattempo, nel 1987, è stato cambiato anche il nome dall'originario "Federazione Nazionale” all'attuale "Associazione Nazionale". Non è soltanto una questione linguistica: questo fatto indica la ricerca di uno sforzo unitario che, lasciando a ciascuna associazione aderente la propria autonomia, può permettere al movimento di farsi riconoscere ed apprezzare come tale su tutto il territorio nazionale

I nomi delle associazioni aderenti sono i più svariati: Croce Verde, Croce Bianca, Croce Blu, Pubblica Assistenza; Fraternità; Fratellanza, Humanitas, Associazione Volontari del Soccorso, S.O.S. ecc.

L'attività principale delle Pubbliche Assistenze è quella del primo soccorso e del trasporto socio-sanitario programmato o di emergenza. In questo senso ANPAS, in convenzione con le ASL e gli Enti locali, collabora al corretto funzionamento di servizi di pubblica utilità quali:

  • Servizio 118 - Emergenza Sanitaria

  • Servizi di ambulanza per trasporto ordinario e programmato

  • Servizi di trasporto socio-sanitario con mezzi diversi dalle ambulanze

  • Guardia medica

  • Servizi ambulatoriali

  • Donazione del sangue

  • Centri diurni per anziani e diversamente abili

  • Protezione civile

  • Onoranze funebri

  • Solidarietà e adozioni internazionali

  • Salvaguardia, difesa e soccorso agli animali

  • Formazione e inserimento lavorativo per cittadini socialmente svantaggiati

L'Anpas, inoltre, è convenzionata con l'Ufficio Nazionale per il Servizio civile per l'impiego di obiettori di coscienza, e accreditata quale ente di servizio civile per l'impiego di Volontari e Volontarie in Servizio civile; svolge infine attività internazionali quali l'accoglienza, la spedizione di aiuti e di assistenza socio-sanitaria in diversi paesi: ex-Jugoslavia, Chernobyl, Bulgaria, Sahrawi.

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